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CHIESE

I luoghi di culto in cui si ritrovano le comunità dei nostri paesi sono principalmente la Chiesa Parrocchiale dell’Annunciazione e la Chiesa Parrocchiale dedicata a Maria S.S. Madre della Chiesa a Salvarano. La Chiesa settecentesca dell’Annunciazione sulla collina di Montecavolo è utilizzata in occasione di matrimoni, di celebrazioni delle memorie più importanti, di feste e solennità che cadono in giornate infrasettimanali nella bella stagione e per ritiri dei gruppi di catechismo. Durante la primavera e l’estate, inoltre, rimane aperta tutte le domeniche pomeriggio grazie alla disponibilità di alcuni volontari. L’Oratorio di San Rocco, invece, dopo aver accolto per tanti anni la vita della comunità montecavolese, non è più utilizzato dal 1996, quando fu inaugurata la nuova chiesa parrocchiale: da qualche anno è purtroppo in condizioni fatiscenti. A Salvarano il Santuario dell’Eremo di San Michele, recentemente restaurato e riaperto al culto nel maggio 2006, accoglie celebrazioni durante periodi particolarmente significativi o per esigenze di gruppi, a volte ospiti della comunità delle suore cappuccine.

settecentesca1. Chiesa Settecentesca 

Nel 1156 un decreto di Anselmo Arcivescovo di Ravenna nomina la “cappellam S. Maria de Monte calvulo” e la “cappellam S. Venerij de Mozatella” dipendenti dalla Pieve di Puianello. Nel 1288 si ha notizia del castello di Montecavolo, forse ubicato sul colle presso al chiesa ed ora completamente scomparso. La chiesa, in rovina nel 1543, è rifabbricata alla fine del XVI secolo. Nel Settecento è nuovamente ristrutturata. Il corpo maggiore è costruito nel 1749 presumibilmente su disegno dell’Architetto Ferraboschi e ad opera di Mastro Lusignani di Puianello, ed infine compiuta nel 1751 con una pianta a croce greca. Nel 1882 viene ricostruito il pavimento. L’edificio è orientato liturgicamente. La facciata è a capanna, slanciata; due coppie di lesene su alto basamento ne sottolineano il prospetto concluso da un frontespizio spezzato al centro da un ampio finestrone trapezoidale.

2. Oratorio San Rocco 

EST_9532Nel 1650 è costruito l’oratorio di S. Rocco che, rovinato, è riedificato nel 1742; sarà atterrato alla metà del XIX secolo ed ancora ricostruito nel luogo attuale. L’oratorio, oggi in cattive condizioni strutturali, fiancheggia la vecchia strada del borgo per Salvarano. L’accesso avviene direttamente dalla strada a lato della struttura che è priva della facciata. Il prospetto volto ad est presenta solo una lunetta superiore ed un coronamento a frontespizio. L’oratorio è articolato ad un complesso di edifici civili di interesse tipologico. A fianco di questo, internamente al cortile, è visibile una torretta colombaia del ‘600, conclusa da una cornice di gronda sagomata, appartenente alla famiglia Nobili.

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3. Eremo di San Michele 

eremoLa chiesa di S. Michele di Salvarano fu sempre soggetta alla Pieve di Piuanello come appare nel Decreto dell’Arcivescovo Anselmo del 1156 e dai documenti successivi. Nel 1547 la visita del Vescovo Cervini riporta la chiesa in cattivo stato e rovinata, come pure la canonica. La descrizione del Codice Marliani del 1664 indica la chiesa come “antiqua, orientata e scandulata” (capriate con orditura lignea minuta listellata). L’edificio è completamente ristrutturato e trasformato intorno alla metà del XIX secolo. La chiesa è posta sul colle, dominando l’abitato di Salvarano. Presenta una semplice facciata a capanna conclusa da un frontespizio spezzato e scandita da due coppie di lesene impostate su un alto basamento. Il portale, architravato, è sormontato da un lunetta e, superiormente, dall’ampia finestra trapezoidale. Il campanile si innalza a fianco del prospetto meridionale con cella campanaria a monofore riquadrate, una seconda cella a bifore ed una copertura cuspidata; vi si riscontrano motivi decorativi in laterizio disposto a ‘T’. L’interno della chiesa, a navata unica, è a volta a botte costolanata con lunette ed abside semicircolare a catino. Dagli anni novanta del Novecento il complesso è stato oggetto di diversi interventi che ne hanno consentito un parziale restauro e recupero strutturale.

Leggi ulteriori notizie in questo documento IL SANTUARIO DI SAN MICHELE ARCANGELO – CENNI DI STORIA

4. Chiesa Parrocchiale dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria

EST_9419La nuova chiesa parrocchiale di Montecavolo, sita in via papa Giovanni XXIII, è stata inaugurata dal vescovo di Reggio Emilia – Guastalla Mons. Giovanni Paolo Gibertini nella mattina di domenica 2 giugno 1996. Dedicata all’Annunciazione della Beata Vergine Maria, ha così sostituito, come sede della parrocchia, la chiesa settecentesca sulla collina e, come sede delle celebrazioni, l’ormai angusto oratorio di San Rocco sito nella stessa via Papa Giovanni XXIII. Progettata dall’architetto Gianfranco Varini, si compone della grande aula liturgica e della cappella feriale che ospita il SS. Sacramento. La dedicazione e consacrazione della nuova chiesa, per mano del vescovo di Reggio Emilia – Guastalla Mons. Adriano Caprioli, è avvenuta nella sera di domenica 10 settembre 2000, anno del grande giubileo. Per motivi storici e pratici, si è deciso di mantenere inalterata la dedicazione della chiesa e della parrocchia all’Annunciazione della B.V.M., così come era titolata la solennità del 25 marzo fino alla riforma liturgica del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Tutto il complesso è dotato di sistema antifurto con relativo allarme.

Nell’aula principale si possono ammirare, alla sinistra della porta d’ingresso, due tele: Annunciazione, già pala d’altare della chiesa settecentesca sulla collina e gruppo dei Santi Sebastiano, Agata, Lucia. Rocco e Girolamo con Dio Padre. Sotto il quadro dell’Annunciazione, viene venerato simulacro della Madonna del Carmelo. Dietro ad esso, incorniciata, una tovaglia da altare ricamata a mano nella prima metà del secolo XX.
Proseguendo, nella penitenzieria posta alla sinistra dell’aula liturgica, alla destra del fonte battesimale, un bell’esemplare di paliotto ligneo per altare che viene usato nei tempi di Natale e di Pasqua. Al centro del paliotto è inciso il nome di Don Giuseppe Rocchi, parroco di Montecavolo dal 1874 al 1911.
A sinistra dell’ambone, nello spazio del coro, un velo omerale, incorniciato, anch’esso ricamato nella prima metà del XX secolo.
Al centro del presbiterio vi è l’altare, rivestito da formelle di rame dorato del maestro scultore Giovanni Simonini: l’Agnello mistico, circondato da Serafini, fra i simboli eucaristici delle spighe e dell’uva, adorato dal popolo di Dio in festa. Alla sua sinistra l’ambone, anch’esso impreziosito dalla mano del maestro Simonini, con i simboli dei quattro Evangelisti.

Dietro l’altare, nell’abside, una grande Madonna annunciata, opera monocroma del maestro pittore Omar Galliani. Con la sua bellezza, domina tutta la chiesa.
Al di sopra, al centro del presbiterio, formella di rame argentato e dorato dello Spirito Santo, del maestro scultore Giovanni Simonini. Dello stesso autore le formelle sottostanti con i nomi dei dodici apostoli. In tal modo, il visitatore è chiamato a meditare sul mistero della Pentecoste: la chiesa nascente, costituita dagli Apostoli riuniti con Maria, è visitata dallo Spirito Santo.

Ritornando verso la porta d’ingresso, sul suo lato opposto al precedente, due tele: S. Maria Maddalena con crocifisso, proveniente dall’antica chiesa settecentesca e San Carlo Borromeo con San Rocco, circondati da angioletti, in adorazione della Beata Vergine con il Bambino, proveniente dall’oratorio di San Rocco.
Del maestro scultore Giovanni Simonini sono anche le quattordici formelle di rame argentato della Via Crucis che percorrono e decorano tutti e due i lati della grande aula.

EST_9578La cappella laterale e feriale è dedicata, secondo la riforma liturgica del Concilio Ecumenico Vaticano II, all’Annunciazione del Signore (a differenza della chiesa parrocchiale, dedicata all’Annunciazione della B.V.M.).

Nella nicchia di fronte alla porta d’ingresso, sopra il simulacro del Cristo morto, fa bella mostra di sé un paliotto settecentesco in scagliola policroma, di scuola carpigiana, già parte dell’altare della chiesa settecentesca sulla collina (abbattuto nei primi anni settanta del secolo XX), al centro del quale è raffigurato Sant’Antonio abate.

Il presbiterio è dominato dal grande affresco monocromo, del maestro pittore Omar Galliani, raffigurante l’Annunciazione a Maria: lo Spirito Santo, sotto forma di un guizzante fascio di luce, squarcia il paesaggio interponendosi fra l’arcangelo nunziante e Maria, inginocchiata davanti a Dio per il grande mistero che Egli sta compiendo in lei e modello per il popolo, che è così invitato ad inginocchiarsi in contemplazione davanti allo stesso mistero e davanti al Verbo fatto carne, che è realmente presente nel sacramento eucaristico custodito accanto a Maria. Infatti, alla sua destra, il Santissimo Sacramento è racchiuso in un prezioso tabernacolo in rame dorato del maestro Simonini. Sulle ante degli sportelli è incisa la scena dell’Annunciazione: l’arcangelo Gabriele e Maria sono circondati da cherubini e serafini. Sulla parte superiore dello sportello di sinistra sono incise le parole “Sacrum convivium” e, nella parte inferiore “Ave verum corpus”; sulla parte superiore dello sportello di destra sono incise le parole “Ubi charitas et amor Deus ibi est” e in quella inferiore “Panis angelicus”.

La parete alla destra del tabernacolo è stata decorata dal maestro Omar Galliani con  gigli e con la scritta “Ecce ancilla domini”.

5. Chiesa Parrocchiale dedicata a Maria S.S. Madre della Chiesa

…..In arrivo….

 

 

Biografia
Mario Boiardi
www.reggioemiliaturismo.provincia.re.it

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