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STORIA

Nel volume quinto dei libri di Battesimo della parrocchia di Montecavolo (1726-1814) don Giovanni Lolli (parroco dal 1735 al 1772, + 1780), tra l’annotazione di un battesimo e l’altro, lascia note della vita sua e della parrocchia. Le trascriviamo tali e quali.

 

Io D: Gio: Loli da Montalto presi il possesso di questa Chiesa di Monte Caulo il giorno di S. Francesco D’Assisi cioè il 4 ottobre 1735, la quale mi fu conferita da Monsig.e Lodovico Forni Vescovo di Reggio, essendo io prima Capell.o nella Parochia di Ca del Bosco di Sopra, di mia ettà anni 29, nel qual tempo v’era la guerra in Lombardia fra la Francia e l’Imperio, e una grande carestia e mortalità a causa di febri maligne.

Gennaio 1740. In quest’anno si è fatto il turibolo d’argento con l’entrata della B.V: in quest’anno gelarono le viti nella pianura e molte in questi paesi, fu anno abbondante di frumento; morirono molte persone di primo rango come vedrete già avanti nel fine dell’anno.

L’antica Chiesa di Monte Caulo era posta su d’un gruppo di terra che appena vi si potea andare attorno con le procissioni, ed il sagrato avanti la porta grande era pocho più, e si veniva in canonica da questa parte per il piano del sagrato senza scala in un angiolo, dove è ora la capela della B. V. del Carmine ed un confesso, sotto il quale v’era una picola cantinetta, ora tutto ad uso della Chiesa. Il piano della Chiesa era all’altezza delle camere della canonica, anzi bisognava ascendere due gradini e la sagrestia era quel picolo andriolo, che ora é al capo della scala della Canonica, e l’usio per entrare in Chiesa era quel primo armadio. La sua lungeza era dalla prima pilastrata del coro giacchè l’anticha non era … sino all’ultima pilastrata, essendosi dilungato tutto il coro, e quatro grazia alla porta. La sua larghezza era andata senza capele in mezzo alle sole pilastrate, la nuova s’è dilargata di quà e di là. L’altezza era meno di dodici brazza in tassello con le catene di legnio, e travetti coperti d’arelle perché non si vedessero i coppi in somma pareva più tosto una sala, che Chiesa se non vi fossero stati tre picoli altari e per confessi si servivano di graticole apese al muro, ora poi quando venni a prendere possesso con le muralie tutte sgrostate e nera alla quale fu subito dar di biancho, ed accomodare un pocho le fissare delle muraglie sino all’anno 1743, come dalle più avanti memorie.

Anno 1742 fu restaurato l’Oratorio di S: Rocho del Cantone, che minacciava di cadere, il quale era stato ristaurato ancor dell’anno 1630, essendo Rett.e D: Andrea Simonini come da di lui memoria. E sotto del quale Rett.e fu ristaurata ancor la Chiesa Parochiale, facendo una parte della Chiesa in volto e l’altra dipingere di Santi intorno alle muraglie seccondo l’uso di quei tempi, l’anno 1610.

In quest’anno 1743 s’incominciarono li fondamenti del novo Coro di questa Chiesa il giorno dieci otto di maggio, e si fecerono ancora i fondamenti di tutta l’ufficiatura, l’anno poi 1744 tutta la sudetta fabrica fu terminata prima della festa della B. V. del Carmine, la quale con particolare aiuto diede mano a questa opera essendosi fatta questa con la sola entrata del suo Altare raccolta in otto anni e del legato Manfredi. Sul finire poi dell’anno 1749 si fecero i fondamenti del restante della Chiesa, e l’anno seguente 1750 si terminarono tutte le muraglie, si terminò il tetto con capriola e i volti, dell’anno 1751 si lavorò attorno alle cornicie ed ornamenti delle pilastrate, sino al piano della Chiesa vecchia; dell’anno 1752 d’inverno si cavò la terra e si condusse fuori per dilatare il sagrato e vi vollero più di trecento giornate, ed in quest’anno si fé  l’Altare della B. V. del Carmine; dell’anno 1753 si fé la capela di S: Antonio, dell’anno 1754 si fé la sagrestia e altre fatture restatovi nell’anni passati.

Nell’anno 1746 morì l’imperatore Carlo 7 di Baviera in Monaco il dì 20 gennaro, dopo essersi ritirata dall’Alsazia e dal Reno e dalla Baviera l’Armata Austriaca per opporsi al Re di Prussia, che avea ocupato quasi tutta la Boemia il quale ne fu discatiato in un subito nella Sclesia. Intanto gli austriaci ritornarono ad acquistare la Baviera e costrinsero il novello Elettore alla pace, dopo tal pace l’armata ritornò presso Francoforte per discaciarne i Francesi che volevano impedire l’elezione a Imperatore del Gran Duca di Lorena marito della regina d’Ungheria ma invano mentre fu eleto il 3 setembre contro il volere dei suoi nemici, 1746.

In quest’anno (1746) vi fu la S: Missione per la prima volta, non essendovi mai stata a ricordarsi d’alcuno, la quale incominciò il giorno 17 aprile e terminò il 9 maggio. Vi erano quattro zelantissimi sacerdoti della congregazione della Missione. In questo tempo uscivano da Parma i Spagnoli, tenendo la strada di Ciano e di Castelnovo per andare a Genova, inseguiti dall’Austriaci con gran danno della montagna.

In quest’anno 1758 il dì 27 marzo abruggiò quasi tutta la casa mezzadrile di Monte Gerardo con la teggia e portici, già pochi anni prima ristaurata da me Gio Loli Parroco.

In quest’anno (1766) vi fu la Santa Missione che incominciò a dì 13 Aprile, fatta dai Sacerdoti della Missione di Reggio.

CIMITERO

Nel IV libro dei Morti (1726-1815) della parrocchia di Montecavolo nell’anno1775 troviamo l’annotazione di Francesco Campioli, marito di Elisabetta Tresinari, che l’8 giugno viene sepolto nel nuovo edificato cimitero.

Poi il 2 settembre 1810, domenica, alle ore 5 pomeridiane, il Vicario Foraneo di Mucciatella don GianDomenico Fioroni, delegato dal Vescovo di Reggio, Mons. Francesco Maria Este, con il concorso di molto popolo, sacerdoti e chierici ha solennemente benedetto il nuovo cimitero costruito per ordine del governo.

Nel III libro dei Morti di Salvarano si trova il seguente verbale:

“L’anno 1812 fu eretto in maggior parte il cimitero di questa parrocchia di S. Michele di Salvarano alquanti passi separato dalla Chiesa posto a settentrione, come si vede: quindi alli 12 di luglio dell’anno stesso fu esso cimitero benedetto con grande solennità e numeroso concorso di gente dal Molto Rev.do Arciprete e Vic.o For.o di Mozadella D: GianDomenico Fioroni, quale propose un lodevole discorso avanti la cimiteriale Benedizione. Giuseppe Costi parroco”.

CURIOSITA’

Il 4 aprile 1722 viene celebrato a Montecavolo il funerale, presieduto dall’Arciprete di Mucciatella Fornaciari, del sacerdote don Giacomo Campioli, con 30 anni di età, colpito da una fortuita esplosione della pistola che portava al fianco.

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